Archive for the ‘Rassegna stampa estera’ Category
venerdì, settembre 3rd, 2010
di Adriana Gini - Le più recenti acquisizioni e scoperte del cosiddetto sapere scientifico possono costituire una ricchezza che va ad accrescere e rendere ancor più articolata la nostra già cospicua eredità. Una siffatta ricchezza, proprio per il fatto di essere così sovrabbondante di dati e d’informazioni, è assai problematica e difficile da utilizzare, soprattutto quando l’apporto delle scienze umane – e con esse di una riflessione - non sia contemplato. Se, in alcuni casi, i limiti tra ciò che è moralmente accettabile, e ciò che non lo è, non sono facili da delimitare, sia per l’individuo sia per la società nel suo complesso, in altre situazioni tale distinzione è quasi immediata e pressoché totale ne risulta l’accordo. Per esempio: gli studi e le ricerche delle neuroscienze, alla cui “esplosione” assistiamo giornalmente (la decade del cervello, 1990 -1999, sarà seguita da quella della mente, 2010 al 2020), rappresentano certamente un’opportunità per migliorare le condizioni di chi soffre (le patologie del sistema nervoso e della psiche sono tra le più frequenti e invalidanti), ma non solo. Una maggiore comprensione delle funzioni del cervello, e del rapporto che lega quest’organo alle facoltà che definiamo mentali, potrebbe aiutarci a riempire quelle eterne lacune che ci separano dal sapere chi siamo, che cosa ci motiva ad agire e cosa ci potrebbe rende “umanamente” migliori (è ovvio che non siano solo le neuroscienze a “muoversi” attraverso questi dilemmi). Anche nelle neuroscienze, tuttavia, esiste una “parte” che contraddice quanto sopra esposto. In inglese questa parte viene definita ”dark side”, ossia il “lato oscuro”, opposta al “bright side”, cioè il “lato luminoso o positivo”. Essa esprime la natura dell’uomo e dei suoi atti, spesso proteso verso ciò che è giusto, bello e vero. L’uomo, tuttavia, e da sempre, è “a rischio” tra il bene e il male morale. (continua…)
Tags: Curtis Bell, farmaci e militari, manipolazione mentale, New Scientist
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martedì, luglio 27th, 2010
di Luisella G. Daziano - Mamme a quarant’anni e oltre: da possibilità potrebbe diventare abitudine. Per ora è una realtà sempre più diffusa, ma tra qualche generazione potrebbe essere la regola: parola della scienza. Ad affermarlo sono i ricercatori dell’Università di Sheffield, secondo i quali la selezione naturale, che prima manteneva la fertilità in età molto giovane, si indebolirà, favorendo invece il rafforzamento di quella in età avanzata. La teoria dei ricercatori, pubblicata sulla rivista “The American Naturalist”, si basa sullo studio dei registri dei matrimoni in Finlandia nel 1700 e nel 1800, per un totale di 1591 donne, che si sposavano molto prima rispetto ai tempi ormai tipici della nostra epoca. “Nelle società moderne invece – spiega Duncan Gillespie, uno degli autori – la maternità inizia in età avanzata, perché il matrimonio avviene più tardi. Come risultato si potrebbe ottenere che la selezione naturale arrivi a favorire la maternità in età avanzata. Questo potrebbe portare, fra diverse generazioni, a più donne capaci di generare figli dopo i quarant’anni”.
(continua…)
Tags: Giorgio Vittori, maternità a 40 anni, Società italiana di ginecologia, The American Naturalist
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domenica, giugno 20th, 2010
Tre settimane di studio e di ricerca al “Center for Neurotechnology Studies” (CNS) del “Potomac Institute for Policy Studies” (PIPS), ad Arlington in Virgina (Usa). Un’attività del Gruppo di Neurobioetica (GdN), nato il 20 marzo 2009, con gli auspici dell’ “Istituto Scienza e Fede” e la “Cattedra Unesco di Bioetica e Diritti Umani” dell’ Ateneo Pontificio “Regina Apostolorum” (APRA) a Roma. Due i neurobioeticisti oltre oceano in rappresentanza di tutto il Gruppo: Adriana Gini (nella foto, a destra), neuroradiologa, e Vito Antonio Amodio (nella foto, a sinistra), psichiatra, entrambi collaboratori del Giornale di Bioetica. In veste di “visiting scholars” hanno portato a compimento un breve progetto affidato a ciascuno di loro dal prof. James Giordano (nella foto, al centro), noto ed apprezzato neuroscienziato e neuroeticista statunitense, che dirige il CNS e collabora, anche in videoconferenza, alle attività del Gruppo di Neurobioetica, che si riunisce all’APRA ogni mese. (continua…)
Tags: Adriana Gini, James Giordano, Neurobioetica - Apra, Potomac Institute, Vito Antonio Amodio
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sabato, giugno 12th, 2010
Niente più fame né paura: non è la promessa di un mondo ideale, ma uno dei possibili risultati delle attuali ricerche sul cervello, che puntano a relegare nella soffitta della scienza le tecniche di psicoterapia a favore di rimedi più rapidi e indolori. Cancellare definitivamente i brutti ricordi, ovvero la memoria della paura, sta diventando possibile: le ultime ricerche internazionali hanno infatti dimostrato che il cervelletto, contrariamente a quanto creduto sino ad oggi, non presiede solo all’attività motoria, ma gioca un ruolo importante anche per l’area emozionale. L’archivio dei brutti ricordi si trova proprio nella corteccia del cervelletto: un gruppo di cellule che finora si pensava fossero coinvolte solo nel controllo del movimento, gioca invece un ruolo importante nel costruire i ricordi spiacevoli. Il neurofisiologo Piergiorgio Strata spiega che “Nel cervello il quartier generale della paura resta l’amigdala, uno dei magazzini della memoria che collabora con altre strutture della corteccia prefrontale e del cervelletto”. Intervenire su di esso dunque, secondo gli esperti, è dunque la via giusta per arrivare a cancellare i brutti ricordi, cioè quelli collegati a sentimenti di paura. (continua…)
Tags: amigdala e memoria, fattore di crescita, Piergiorgio Strata, proteina Bdnf, Rita Levi Montalcini
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lunedì, gennaio 25th, 2010
E’ necessario premettere che per neuroimaging (nella foto) si intende l’acquisizione, ottenuta attraverso tecniche di diagnostica radiologica (TC, RMN, ecc.) più o meno sofisticate, di dati iconografici (imaging) del sistema nervoso (neuro). Impiegate inizialmente nella diagnostica clinica tradizionale, sono da alcuni anni al servizio della ricerca. Tra i campi di applicazione specifici della ricerca, uno dei più recenti e sorprendenti è rappresentato dagli studi effettuati sul sistema nervoso centrale, già a partire dagli anni 2000, allo scopo di individuare le cosiddette “basi biologiche del comportamento morale umano”. L’attivazione di “circuiti emotivi” in soggetti sani sottoposti a dilemmi non elementari è stata esaminata, per la prima volta, da Joshua Greene, che ha utilizzato il neuroimaging funzionale RMN (o fRMN). Prima di lui, nel 2000, un altro gruppo di ricercatori aveva impiegato la RMN funzionale, ma i dilemmi morali presentati ai volontari erano sembrati, al confronto, molto più elementari (J. Greene, Comunicazione personale, 2008). (continua…)
Tags: A.Damasio, comportamenti sociali umani, comportamento morale, dilemma morale, Joshua Greene, neuroimaging
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lunedì, agosto 10th, 2009
Edward Green (nella foto), direttore dell’HIV Prevention Research Project dell’Harvard School of Public Health, è recentemente tornato a parlare di HIV sul quotidiano “Il Foglio” e sul settimanale “Tempi”. Al centro della discussione sono ancora le dichiarazioni del Santo Padre in merito all’emergenza HIV in Africa. Il ricercatore, già pochi giorni dopo la vicenda, si era detto completamente d’accordo con il pontefice: “Io sono un liberal sui temi sociali e per me è difficile ammetterlo, ma il Papa ha davvero ragione. Le prove che abbiamo dimostrano che, in Africa, i preservativi non funzionano come intervento per ridurre il tasso di infezione da HIV. Hanno funzionato, per esempio, in Tailandia e Cambogia che hanno dinamiche epidemiologiche molto diverse”. Il fallimento dell’approccio preventivo, basato esclusivamente sul condom, è legato soprattutto all’ erronea idea che il preservativo riduca a zero il rischio di trasmissione e che di conseguenza questo dia il via libera ad avere più partner e ad accantonare ogni forma di astinenza. “Quello che si riscontra in realtà è una relazione tra un più largo uso di preservativi e un maggiore tasso di infezione. Non conosciamo tutte le cause di questo fenomeno, ma parte di esso è dovuto a ciò che chiamiamo “compensazione del rischio”. (continua…)
Tags: Africa e preservativo, Aggiungi nuovo tag, Benedetto XVI, Edward Green, Harvard School of Public Health, Hiv
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domenica, agosto 9th, 2009
Il segreto del cervello si potrebbe spiegare con la teoria dei geni “che saltano”. Potremmo definirli geni acrobati, di certo “saltatori”, in grado di copiarsi nel Dna. Potrebbero spiegare la complessità del nostro cervello, ma anche la sua unicità in ognuno di noi. Studiarne l’azione potrebbe aiutare, in modo decisivo, a svelare i meccanismi dello sviluppo cerebrale. Sarebbe una svolta nella comprensione non soltanto delle differenze fra le persone, ma anche delle malattie neurologiche. E’ quanto affermano i ricercatori del Salk Institute for Biological Studies (Usa), autori di una ricerca appena pubblicata sulla versione online della prestigiosa rivista Nature. I “jumping genes”, o “geni che saltano”, sono parti mobili del DNA che svolgono la loro funzione soprattutto durante l’embriogenesi e non soltanto all’interno dei gameti o, come si era inizialmente pensato, durante le prime fasi di sviluppo degli ovociti e degli spermatozoi. Lo afferma un articolo pubblicato nel numero di giugno di Genes and Development, citato da ScienceDaily (agosto 2009). Indicati anche come “transposoni”, i ”geni che saltano” sono sequenze di DNA che, all’interno della stessa cellula, possono “muoversi” o “saltare” da un punto all’altro del genoma. (continua…)
Tags: Genoma, jumping genes, Nature online, Salk Institute for Biological Studies, ScienceDaily, sviluppo cerebrale
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venerdì, luglio 17th, 2009
E’ il caso di dirlo: il Tribunale si è sostituito al Parlamento, anche in tema di legge 40. La recente ordinanza di Bologna ha infatti stabilito che le tecniche di procreazione assistita potranno essere applicate anche a coppie non sterili, che hanno già avuto figli, ma che sono nati affetti da patologie genetiche. L’ordinanza, in pieno contrasto con la legge 40, ha di fatto legittimato una coppia fiorentina ad avere un secondo figlio mediante la selezione eugenetica dell’embrione. Alla coppia – che si era rivolta ad un centro di Bologna per avere un altro figlio dopo che il primo era nato affetto da distrofia di Duchenne – sarà quindi permessa la diagnosi pre-impianto “su un numero minimo di sei embrioni” (contro la legge in vigore), in modo da selezionare l’embrione migliore per l’impianto. In questo modo la volontà dei futuri genitori legittima l’idea che ci siano vite non degne di essere vissute, vale a dire quelle degli embrioni scartati sotto la lente del microscopio del centro di procreazione assistita (nella foto: “Anna Sofia”, dipinto di Sergio Emanule Serra). (continua…)
Tags: Diagnosi pre-impianto, eugenetica, Fecondazione assistita, legge 40, malformazioni genetiche, tribunale Bologna
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giovedì, luglio 2nd, 2009
In diverse regioni del cervello normale persiste, anche nella persona adulta, la possibilità di una rigenerazione delle cellule nervose a partire da progenitori neuronali. Questo fenomeno è detto neurogenesi ed è stimolato da vari fattori, come ad esempio l’apprendimento, l’esercizio, gli stimoli ambientali in genere. Studi recenti tentano di comprendere meglio i meccanismi alla base della neurogenesi nella speranza di poter in futuro curare le malattie neurodegenerative.
Sempre più dati scientifici suggeriscono che i meccanismi alla base della neurogenesi potrebbero essere inibiti in alcune patologie neurodegenerative croniche come la malattia di Parkinson (PD) e la malattia di Alzheimer (AD). (continua…)
Tags: Alzheimer, Parkinson, rigenerazione cellule nervose, Stem Cells
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giovedì, giugno 4th, 2009
Scienziati australiani hanno identificato una molecola che sarebbe in grado di riparare le infiammazioni nel cervello. La scoperta aprirebbe la strada a nuovi trattamenti per malattie degenerative quali l’Alzheimer. La sperimentazione sui topi di laboratorio, guidata da Bryce Vissel dell’Istituto di ricerca medica “Garvan” di Sydney, e pubblicata sulla rivista scientifica “Stem Cells”, ha dimostrato come la molecola ‘Activin A’ raggiunga le aree danneggiate del cervello, bloccando l’infiammazione e permettendo al processo di “riparazione” di attivarsi. (continua…)
Tags: Activin A, Alzheimer, Bryce Vissel, morbo Parkinson, ricerca scientifica, Stem Cells
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