Esiste un’alternativa alla selezione degli embrioni nella diagnosi pre-impianto. Si tratta della biopsia del globulo polare dell’ovocita (Pbd), un metodo diagnostico preconcepimento in grado di analizzare il patrimonio genetico che la madre trasmetterà all’embrione. Con questa tecnica, assolutamente non invasiva, non soltanto si riesce ad individuare eventuali alterazioni nel corredo genetico dell’ovocita, ma si garantisce anche l’integrità dell’embrione. Lo documenta l’ampia ricerca pubblicata su Reproductive BioMedicine Online (2009), relativa ad uno studio dell’Università di Bonn sulle ‘valide alternative alla biopsia dei blastomeri’ (primi stadi dell’embrione). La scienza, da tempo, sta cercando soluzioni alternative alla selezione embrionale pre-impianto, ma il sorprendente silenzio della grande stampa italiana impedisce di conoscere l’esistenza di altre motodiche rispetto alla diagnosi pre-impianto. Va ricordato che proprio la legge 40, relativa alla procreazione assistita – tanto attaccata dai suoi detrattori – dedica un capitolo allo studio dei gameti (ovuli e spermatozoi). Studi per i quali, come evidenzia l’ultima Relazione annuale al Parlamento presentata dal ministero del Welfare, un grande slancio è venuto proprio dalla legge 40. Essendo la scienza più allineata con i cardini della legge 40 di quanto non si immagini, l’indagine genetica sugli ovociti non solo è ampiamente in corso, ma sta anche dando i primi incoraggianti risultati. Lasciando la parola proprio alla scienza, i ricercatori di Bonn non hanno dubbi: «Le analisi dell’ovocita arrivano a predire molto bene le aberrazioni numeriche (aneuploidia) dei cromosomi (più del 90% sono di origine materna), le traslocazioni cromosomiche (degenerazioni strutturali), le malattie monogenetiche, e contribuiscono ad incrementare i tassi di successo della fecondazione assistita». Il gruppo del Dipartimento di Endocrinologia ginecologica e di Medicina riproduttiva, autore dello studio, sottolinea che «essendo la Pbd un’analisi antecedente al completamento della fecondazione, può essere una valida alternativa alla biopsia dei blastomeri, in quanto l’integrità dell’embrione resta inalterata». E ancora: «Nel caso di malattie monogenetiche, la tecnica evita gravidanze o nascite di bambini affetti da gravi disturbi». Va detto, soprattutto alle coppie che rischiano fortemente di trasmettere ai figli malattie genetiche, che «la Pbd riesce ad individuare cellule con alterazioni genetiche cromosomali così rilevanti da causare malformazioni embrio-fetali, o da provocare l’aborto spontaneo in utero successivo all’impianto dell’embrione». La frequenza di alterazioni cromosomiche negli ovociti, ricordiamolo, dipende anche dall’età: salgono a 70% gli ovociti alterati (aneuploidi) nelle donne di 40 anni.
I ricercatori di Bonn continuano nella loro ricerca: «La Pbd aiuta ad identificare quali sono gli ovociti normali, o dotati di una traslocazione equilibrata, cioè di una corretta struttura, e permette di dire quali hanno la massima probabilità di generare gravidanze sane». E ancora: «Individuare gli ovociti normali contribuisce ad un maggiore tasso di nascite, riduce gli aborti e migliora il tasso di successo delle procedure di fecondazione assistita». La Pbd, si legge nello studio, «è particolarmente efficace per le donne a rischio di variazioni nel patrimonio genetico, per quelle che cercano una gravidanza in età avanzata, e nei casi di fecondazione assistita ripetutamente falliti, o dopo un certo numero di aborti spontanei». Se una parte della stampa lo tace, poi, i ricercatori europei lo affermano senza possibilità d’equivoco: «La rimozione di due blastomeri, necessari per fare diagnosi pre-impianto, può causare una significativa riduzione delle potenzialità d’impianto dell’embrione in utero, poiché la rimozione, proprio di quella sequenza di cellule con materiale genetico (ossia dei due blastomeri), può avere conseguenze negative sullo sviluppo del possibile embrione, quindi del feto». Ascoltata la voce della scienza, si vuole ancora affermare che la diagnosi preimpianto è infallibile, sicura e assolutamente predittiva?
Luisella Giovanna Daziano
(pubblicato su E’Vita-Avvenire il 2-04-2009)