Archive for the ‘Eutanasia’ Category
domenica, luglio 25th, 2010
di Giovanni Marizza (II parte) Tutto il buonismo che ci circonda non è necessariamente negativo, anzi, ha talvolta lo scopo lodevole di elevare ed ottimizzare la dignità umana. Tutto ciò, invece, può diventare pericoloso quando l’edulcorazione a tutti i costi, la semplificazione, la distorsione inquinano la politica e la geopolitica. “Scegliere in politica parole sbagliate significa sbagliare politica”, sostiene a ragione Angelo Panebianco. Se scegliamo la parola sbagliata accade che l’ “Islam radicale” o il “fondamentalismo islamista” diventino semplicemente “terrorismo”. Non sapere chi è il nemico o chiamarlo col nome sbagliato (o addirittura “trattarlo da amico”, come diceva Oriana Fallaci) non può portare a nulla di buono.
E la cosa può diventare pericolosa anche quando la distorsione dei termini tende ad attribuire connotazioni negative a chi ha il torto di la pensarla diversamente. Come nel caso dell’aborto, dove i favorevoli vengono definiti “abortisti” e i contrari “antiaboristi”. E’ veramente sorprendentemente che il prefisso “anti-” venga affibbiato non ai sostenitori della morte, ma a quelli della vita. Ed è altrettanto squallido che l’edulcorazione e la falsificazione dei termini vengano applicate senza ritegno alle pratiche di morte. Ecco allora che l’uccisione deliberata del feto diventa “aborto” e che questo si tramuta in “interruzione volontaria di gravidanza” o semplicemente “ivvuggì”. Ecco poi che l’uccisione deliberata della vecchia zia o del nonno diventa “eutanasia”. (continua…)
Tags: Angelo Panebianco, antilingua, Evangelium Vitae, Italo Calvino, legge 40, Oriana Fallaci
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giovedì, luglio 22nd, 2010
di Claudio Pensieri - “Il cuore veglia“. E’ così che l’onorevole Paola Binetti dà l’avvio al suo ultimo libro: “La vita è uguale per tutti” (nella foto). Il chiaro riferimento all’importanza della legislazione nella vita delle persone è il punto di partenza per capire come i valori morali possano influire su alcune scelte, certo molto difficili, ma comunque scelte. Così la nostra attenzione va ai temi etici, e rimane vigile e desta. Gli episodi veicolati dai mass media, anche se spesso con modalità informative scorrette o incomplete, “Ci spingono a uscire dall’indifferenza frettolosa con cui a volte ci poniamo i quesiti più importanti della nostra esistenza: non solo su che cosa sia la vita e cosa la morte, ma anche su come dare un ‘senso alla nostra vita’ quando sembrerebbe proprio non averne” – scrive l’onorevole Binetti. I casi di Terry Schiavo, Piergiorgio Welby, Eluana Englaro hanno interpellato le nostre coscienze e hanno concretamente evidenziato la problematicità del rifiuto delle terapie: un tema decisamente centrale in materia di Bioetica. È lecito staccare il respiratore artificiale a un malato di sclerosi laterale amiotrofica, completamente paralizzato, ma capace di manifestare la propria volontà, e di dare il consenso informato? È lecito sospendere alimentazione ed idratazione ad un paziente in stato vegetativo come Eluana Englaro? (continua…)
Tags: Eluana Englaro, Eutanasia, Paola Binetti, Piergiorgio Welby, Terry Schiavo
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giovedì, febbraio 18th, 2010
L’ “eutanasia” è un tema attuale, ma la sua pratica destava le coscienze anche nel passato. Insomma, allora come ora, le speculazioni teoretiche e linguistiche non sono mai mancate. Quello che però bisogna chiarire è il significato del suo concetto. E’ necessario sia per la sfera etica, sia per quella giuridica, sia per il carattere vincolante delle leggi, e per le ripercussioni sociali che può creare la loro applicazione. Prima di legiferare, e prima di entrare nel merito dei dibattiti etici, filosofici, medico-scientifici c’è la profonda necessità di fare un’analisi fondata, e rigorosa, del concetto di eutanasia. (continua…)
Tags: Associazione medica mondiale, eugenetica, Eutanasia, Francis Bacon, morte dolce
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domenica, febbraio 14th, 2010
È risaputo che la comunicazione mass-mediatica ha un forte impatto sulla popolazione. Negli ultimi anni testimonianze a volte discordanti e per lo più incoerenti tra loro sono state divulgate dai mass media in tema di bioetica e di temi eticamente sensibili, come ad esempio il tema dell’eutanasia e del “caso Englaro”. Tutti sappiamo che, nel riportare una notizia, le connotazioni che si danno al linguaggio utilizzato hanno lo scopo di dare luce ad uno o più punti oscuri delle vicende. Nel caso specifico della vicenda Englaro si è creato un gran rumore di fondo, in cui venivano usati termini tecnici specifici come se tra di loro fossero sinonimi, quando invece non lo erano. L’incoerenza mass-mediatica è stata molto forte, e così l’opinione che la gente si è formata leggendo i giornali o guardando la tv. (continua…)
Tags: Eluana Englaro, Eutanasia, mass media, stato vegetativo persistente
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lunedì, gennaio 11th, 2010
Dalla pillola Ru486 all’eugenetica. Dalla difesa della famiglia tradizionale alla maternità intesa come valore sociale. Le sfide bioetiche di oggi nelle parole del sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella (nella foto). E’ il sottosegretario continuamente accusato, dai suoi avversari, d’ “intransigenza e durezza”. Noi de “Il Giornale di Bioetica” la incontriamo in rientro da una seduta alla Camera, e la intervistiamo.
D.: “Sottosegretario, l’anno appena terminato l’ha vista impegnata ed esposta su molti fronti “caldi”: la vicenda di Eluana Englaro, e la sua forte polemica sull’introduzione, anche nel nostro Paese, della pillola abortiva. Partiamo allora dalla Ru486. Con l’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) la partita è ancora aperta o definitivamente chiusa?
R.: Non è affatto chiusa. Vorrei specificare che quando si parla di pillola abortiva RU486, in realtà si parla di un trattamento farmacologico di due pillole, prese a distanza di diverse ore l’una dall’altra. La prima pillola è il “mifepristone”, molecola che agisce sul progesterone, un ormone che favorisce ed assicura il mantenimento della gravidanza per le sue diverse azioni sulle strutture uterine, bloccandone l’azione. Lo scopo della prima pillola è, dunque, bloccare la gravidanza. Successivamente viene somministrata una prostaglandina (misoprostol) che induce contrazioni uterine ed espulsione dei tessuti embrionali. Noi abbiamo chiesto il ricovero obbligatorio nel rispetto della Legge 194, che impone che l’intervento abortivo abbia luogo soltanto nelle strutture pubbliche o, comunque, presso strutture autorizzate dallo Stato. (continua…)
Tags: Eugenia Roccella, natalità in Italia, pillola abortiva e famiglia, Ru486, sottosegretario al Welfare
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lunedì, giugno 22nd, 2009
Tutte le volte che ho sentito personaggi pubblici fare affermazioni categoriche sul trattamento di fine vita mi sono sempre chiesto da quali conoscenze ed esperienze discendesse la loro sicumera. Faccio il medico da molti anni e mi sono trovato in moltissime occasioni ad affrontare il problema. Ogni volta, il dubbio su cosa fosse etico, giusto e legittimo fare per il paziente, e per i suoi familiari, mi è arrivato, qualche volta in modo flebile, altre angosciante. In ogni modo, comunque, non mi è mai stato possibile procedere senza una riflessione critica che esaminasse sia lo stato clinico, sia il contesto (testo e foto di Andrea Levi Della Vida). (continua…)
Tags: Andrea Levi Della Vida, Fine vita, Ospedale San Camillo, stato vegetativo
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mercoledì, giugno 17th, 2009
“Alimentazione e idratazione sono sempre un sostegno vitale, e non una terapia”. Queste le parole di Novella Luciani (nella foto) - delegata del sindaco per le Politiche della Promozione e Tutela della Vita – che ha espresso il suo biasimo per il recente documento del Consiglio nazionale della Federazione nazionale dei medici chirurghi e odontoiatri sulle Dat, nel quale “alimentazione e idratazione” sono definiti “una cura”, ossia una terapia medica. “Sull’idratazione e sull’alimentazione assistiamo ad un vero e proprio golpe etico”, ha dichiarato Luciani. “Mi rattrista - ha proseguito la delegata Luciani – soprattutto il fatto che una parte dell’Ordine dei Medici non si ponga più, come obiettivo della professione, e come fine della sua missione, quello di salvare comunque, e in ogni caso, la vita umana”. (continua…)
Tags: Federazione nazionale dei Medici, Novella Luciani, Radio Vaticana, sindaco di Roma
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giovedì, aprile 2nd, 2009
Londra - Un caso d’interruzione delle terapie ha provocato, qualche giorno fa, la morte di un bambino di nove mesi. Il caso è finito nelle aule del tribunale e ha suscitato scalpore, disaccordi, interrogativi. La notizia è stata subito data dalle testate britanniche BBC e dal Daily Mail. Stiamo parlando della vicenda di un bimbo dal nome di fantasia “Baby Ot”, figlio di genitori musulmani originari dell’Afghanistan, affetto da una rara malattia metabolica che gli aveva causato gravi danni cerebrali ed insufficienza respiratoria. Il bambino ha avuto il sostegno terapeutico fino a quando i medici hanno deciso che non era più necessario proseguire con le terapie: così il bimbo è morto. Dieci giorni prima della morte del bambino, i genitori avevano chiesto all’Alta corte d’impedire all’ospedale nel quale Baby Ot era ricoverato di staccare la spina. (continua…)
Tags: Baby Ot, BBC, British Medical Association, Daily Mail, High Court di Londra, sospensione delle cure
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lunedì, marzo 16th, 2009
“Di passaggio, verso l’eutanasia” è il titolo di un articolo che ‘E’Vita’ di “Avvenire” ha pubblicato lo scorso 12 marzo. Una sintesi, in tema di eutanasia, che riteniamo utile riprendere, su quanto è apparso, nelle ultime settimane, tra le colonne dei maggiori quotidiani italiani ed esteri.
Sul “Giornale” del 10 marzo, con il titolo “Una fine meravigliosa. Gli spot giulivi pro eutanasia” viene citato un servizio del “Times” sull’associazione inglese ‘Amici alla fine’, che “dispensa consigli pratici a coloro che vogliono farla finita restando a casa propria”, offrendo al riguardo testimonianze entusiaste (cinico entusiasmo?). Il giornalista del Giornale cita l’ampio servizio uscito sulla “Repubblica” del 7 marzo, intitolato “Morire in coppia nella clinica dell’eutanasia. La scelta del miliardario Duff e della moglie. Suicidio assistito nella struttura svizzera ‘Dignitas’ ”. Peter e Penelope Duff, rispettivamente di 80 e 70 anni, erano malati di cancro.
Il “Foglio” invece lo scorso 4 marzo scrive dei guai giudiziari di ‘Final Exit’, che negli Usa “non esegue iniezioni letali”, ma “dispensa consigli pratici e spirituali, spedisce libretti ausiliari e sfrutta il fatto che non è reato trovarsi nel luogo di un suicidio”. Jerry Cincin, vicepresidente di Final Exit, sostiene che “il diritto di morire diventerà il diritto umano del XXI secolo”.
L’ “Unità” dell’11 marzo intitola “L’appello: ora si discuta di eutanasia e suicidio assistito”. I firmatari sottoscrivono il seguente appello: “Sì ad una buona legge sul testamento biologico e allo sviluppo delle cure palliative, passaggi essenziali per raggiungere l’obiettivo della buona morte”. Fa notare il giornalista di E’Vita: “Chiaro? La legge sul fine-vita è un semplice ‘passaggio’ ”. Facendo ricorso agli antichi, verrebbe da dire: o tempora, o mores. (continua…)
Tags: Eutanasia, eutanasia e stampa, Marzio Barbagli, Peter Penepole Duff
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sabato, marzo 7th, 2009
(Il Foglio, 3 marzo 2009)
In Belgio basta apporre una firma per essere certi che – in caso di coma irreversibile – possiamo essere sottoposti a eutanasia. E non è la sola notizia “positiva”, perché dal 1 settembre 2008, cioè da quando il Servizio federale di salute pubblica del Belgio ha introdotto questa procedura, sono già 4.500 le persone che hanno messo la fatidica firma, una media di 25 al giorno. La sanità belga pare sponsorizzare quella che definisce una “innovazione” perché in questo modo è più “trasparente” la volontà dell’interessato. Eppure quelle 4.500 firme che sono già state apposte suonano più come una condanna a morte piuttosto che come una scelta consenziente. Intanto perché la “durata” è di cinque anni, e in 60 mesi è plausibile che qualche idea possa modificarsi. E poi c’è la questione del coma irreversibile, che è la condizione sine qua non senza la quale le ragioni della firma verrebbero a decadere. Il coma irreversibile è quanto di più precario ci possa essere per il corpo (si pensi a chi è tornato da quel tipo di sonno) e decidere della propria precaria vita in base a una firma, magari messa cinque anni fa, qualche dubbio lo solleva. (continua…)
Tags: coma irreversibile, dolce morte, sanità belga
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