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	<title>Commenti per il Giornale di Bioetica</title>
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	<description>per un'info-etica</description>
	<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 17:33:57 +0000</pubDate>
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		<title>Commenti su Le cavie umane per la sperimentazione dei farmaci: il guadagno vale forse la propria salute? di Stefania Gratisti</title>
		<link>http://www.ilgiornaledibioetica.com/?p=1827&#038;cpage=1#comment-235</link>
		<dc:creator>Stefania Gratisti</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Aug 2010 11:29:26 +0000</pubDate>
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		<description>La dichiarazione del Prof. Spagnolo proviene da un articolo dell'Avvenire del 28 gennaio 2010.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La dichiarazione del Prof. Spagnolo proviene da un articolo dell&#8217;Avvenire del 28 gennaio 2010.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Cresce il numero delle mamme over 40: una tendenza che cambierà l&#8217;orologio biologico? di Andrea Levi Della Vida</title>
		<link>http://www.ilgiornaledibioetica.com/?p=1651&#038;cpage=1#comment-218</link>
		<dc:creator>Andrea Levi Della Vida</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 07:04:18 +0000</pubDate>
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		<description>Mi sembra che lo studio trascuri un elemento importante: la globalizzazione.
Se è vero che in alcuni paesi il tasso di natalità scende molto e lìetà della prima gravidanza sale ed in quelle realtà locali si potrebbe selezionare una specie femminile capace di procreare più a lungo, la spinta dell'immigrazione di popolazioni "a procerazione facile" cancellerà nella media il vantaggio.
Le popolazioni a bassa natalità tenderanno a sparire!
Un caro saluto, Andrea</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sembra che lo studio trascuri un elemento importante: la globalizzazione.<br />
Se è vero che in alcuni paesi il tasso di natalità scende molto e lìetà della prima gravidanza sale ed in quelle realtà locali si potrebbe selezionare una specie femminile capace di procreare più a lungo, la spinta dell&#8217;immigrazione di popolazioni &#8220;a procerazione facile&#8221; cancellerà nella media il vantaggio.<br />
Le popolazioni a bassa natalità tenderanno a sparire!<br />
Un caro saluto, Andrea</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Cresce il numero delle mamme over 40: una tendenza che cambierà l&#8217;orologio biologico? di redazione</title>
		<link>http://www.ilgiornaledibioetica.com/?p=1651&#038;cpage=1#comment-215</link>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 07:38:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilgiornaledibioetica.com/?p=1651#comment-215</guid>
		<description>Gentile Matteo, 

grazie per essere sempre un lettore attento del nostro Giornale di Bioetica.
Rispondo alla tua domanda con la riflessione di uno degli autori dello studio scientifico, il prof. S. Gillespie: "La selezione naturale, che prima manteneva la fertilità della donna in età molto giovane, potrebbe indebolirsi nel giro di qualche generazione, favorendo le potenzialità della fertilità in età più matura. I risultati del nostro studio suggeriscono che la riduzione dell'intensità di selezione dopo i 30 anni è un fattore del mantenimento evolutivo della senescenza riproduttiva e della menopausa della donna".
Un caro saluto,

Luisella G. Daziano</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Matteo, </p>
<p>grazie per essere sempre un lettore attento del nostro Giornale di Bioetica.<br />
Rispondo alla tua domanda con la riflessione di uno degli autori dello studio scientifico, il prof. S. Gillespie: &#8220;La selezione naturale, che prima manteneva la fertilità della donna in età molto giovane, potrebbe indebolirsi nel giro di qualche generazione, favorendo le potenzialità della fertilità in età più matura. I risultati del nostro studio suggeriscono che la riduzione dell&#8217;intensità di selezione dopo i 30 anni è un fattore del mantenimento evolutivo della senescenza riproduttiva e della menopausa della donna&#8221;.<br />
Un caro saluto,</p>
<p>Luisella G. Daziano</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Cresce il numero delle mamme over 40: una tendenza che cambierà l&#8217;orologio biologico? di Matteo Dellanoce</title>
		<link>http://www.ilgiornaledibioetica.com/?p=1651&#038;cpage=1#comment-214</link>
		<dc:creator>Matteo Dellanoce</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 07:13:50 +0000</pubDate>
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		<description>Mah! Un ragionamento molto sociobiologico, troppo darwinista e poco scientifico!
Qualcuno dovrà spiegarmi perchè i comportamenti a-relazionali dovrebbero determinare mutamenti biologici! Quale il nesso? 
Matteo Dellanoce</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mah! Un ragionamento molto sociobiologico, troppo darwinista e poco scientifico!<br />
Qualcuno dovrà spiegarmi perchè i comportamenti a-relazionali dovrebbero determinare mutamenti biologici! Quale il nesso?<br />
Matteo Dellanoce</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Etica dell&#8217;informazione: licenziata &#8220;la lingua&#8221;, prende il suo posto &#8220;l&#8217;antilingua&#8221; di Matteo Dellanoce</title>
		<link>http://www.ilgiornaledibioetica.com/?p=1640&#038;cpage=1#comment-212</link>
		<dc:creator>Matteo Dellanoce</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 10:24:37 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilgiornaledibioetica.com/?p=1640#comment-212</guid>
		<description>Grazie Giovanni!
La mia era solo una sottolineatura linguistica. diciamo un pelouovismo, per rendere ancora più inattaccabile la tua ottima e condivisibilissima riflessione.
Matteo
http://www.etimo.it/?term=coniuge&amp;find=Cerca</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Giovanni!<br />
La mia era solo una sottolineatura linguistica. diciamo un pelouovismo, per rendere ancora più inattaccabile la tua ottima e condivisibilissima riflessione.<br />
Matteo<br />
<a href="http://www.etimo.it/?term=coniuge&amp;find=Cerca" rel="nofollow">http://www.etimo.it/?term=coniuge&amp;find=Cerca</a></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Etica dell&#8217;informazione: licenziata &#8220;la lingua&#8221;, prende il suo posto &#8220;l&#8217;antilingua&#8221; di Giovanni Marizza</title>
		<link>http://www.ilgiornaledibioetica.com/?p=1640&#038;cpage=1#comment-211</link>
		<dc:creator>Giovanni Marizza</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 09:44:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilgiornaledibioetica.com/?p=1640#comment-211</guid>
		<description>Caro Matteo, 
ti ringrazio del commento che condivido in pieno, ma la mia intenzione non era quella di criticare il termine "coniugi". La mia critica, invece, era nei confronti di chi, archiviando i termini "marito" e "moglie" e preferendo il più generico "coniugi", lascia subdolamente intendere che si possa trattare di due uomini. O di due donne.
Cordialmente,
Giovanni</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Matteo,<br />
ti ringrazio del commento che condivido in pieno, ma la mia intenzione non era quella di criticare il termine &#8220;coniugi&#8221;. La mia critica, invece, era nei confronti di chi, archiviando i termini &#8220;marito&#8221; e &#8220;moglie&#8221; e preferendo il più generico &#8220;coniugi&#8221;, lascia subdolamente intendere che si possa trattare di due uomini. O di due donne.<br />
Cordialmente,<br />
Giovanni</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Etica dell&#8217;informazione: licenziata &#8220;la lingua&#8221;, prende il suo posto &#8220;l&#8217;antilingua&#8221; di Matteo Dellanoce</title>
		<link>http://www.ilgiornaledibioetica.com/?p=1640&#038;cpage=1#comment-210</link>
		<dc:creator>Matteo Dellanoce</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 08:36:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilgiornaledibioetica.com/?p=1640#comment-210</guid>
		<description>Tutto condivisibile. Tranne in un punto.
L'utilizzo della parola coniuge. Coniuge significa "portatori dello stesso giogo" e non denota una indifferenza sessuale ma è proprio del Padre e della Madre; come del resto consorte: portatori o sopportatori della stessa sorte. La radice linguistica, il latino, in questo caso è chiaro.
Le parole da denunciare sono: compagni ( ieri) che condividono il pane e che riduce l'unione dei due ad una sola e pura materialità e partner ( oggi) che riduce l'unione ad una consumistica e commerciale necessita/scambio fisiologico .
Concludendo: nelle parole  coniuge e consorte padre e madre si esaltano e si supportano nello spazio e nel tempo, nel compagno solo nello spazio nel partner è elliminata tanto la dimensione spaziale quanto quella temporale.
Cordialità
Matteo Dellanoce</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tutto condivisibile. Tranne in un punto.<br />
L&#8217;utilizzo della parola coniuge. Coniuge significa &#8220;portatori dello stesso giogo&#8221; e non denota una indifferenza sessuale ma è proprio del Padre e della Madre; come del resto consorte: portatori o sopportatori della stessa sorte. La radice linguistica, il latino, in questo caso è chiaro.<br />
Le parole da denunciare sono: compagni ( ieri) che condividono il pane e che riduce l&#8217;unione dei due ad una sola e pura materialità e partner ( oggi) che riduce l&#8217;unione ad una consumistica e commerciale necessita/scambio fisiologico .<br />
Concludendo: nelle parole  coniuge e consorte padre e madre si esaltano e si supportano nello spazio e nel tempo, nel compagno solo nello spazio nel partner è elliminata tanto la dimensione spaziale quanto quella temporale.<br />
Cordialità<br />
Matteo Dellanoce</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Trapianti d&#8217;organi: opinioni divergenti sulle &#8220;donazioni samaritane&#8221; di Stefania Gratisti</title>
		<link>http://www.ilgiornaledibioetica.com/?p=1442&#038;cpage=1#comment-175</link>
		<dc:creator>Stefania Gratisti</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 08:09:55 +0000</pubDate>
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		<description>Il progresso, in tutti i campi del sapere, ha sempre spaventato molti. Vorrei mostrarvi alcune citazioni sul "progresso": 

"Abbiate fiducia nel progresso, che ha sempre ragione, anche quando ha torto, perché è il movimento, la vita, la lotta, la speranza" (Filippo Tommaso Marinetti); 
"Senza contrari non c'è progresso" (William Blake); 
"Il progresso non è altro che brancolare da un errore all'altro" (Henrik Ibsen); 
"C'è vero progresso solo quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti"(Henry Ford) 
"Fino a che punto la scienza resterà a servizio dell'uomo e non gli si rivolterà contro?" (Giorgio Bocca)

Il progresso occupa, nella nostra cultura, una posizione sempre più centrale: esso si presenta come un idolo da adorare, come un obiettivo nobile cui elevare sacrifici talvolta anche notevoli. Chi non si dimostra dedito al raggiungimento del progresso, viene qualificato come un arretrato, un superato, come un primitivo legato ancora all’età della pietra, al lume di candela.
Certo il progresso non ha una sola dimensione negativa: a fronte di numerosi difetti e costi, esistono altrettanti pregi che ne denotano la positività di fondo. 

L’importante è, allora, stimolare una riflessione che permetta di discernere meriti e limiti delle diverse forme di progresso.

E' comunque fondamentale, per evitare mercificazioni, il famoso (e poco utilizzato in italia) consenso informato, che nel caso delle donazioni samaritane è rappresentato dalla "Carta per la sicurezza, la qualità e la partecipazione nel percorso donazione-trapianto".</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il progresso, in tutti i campi del sapere, ha sempre spaventato molti. Vorrei mostrarvi alcune citazioni sul &#8220;progresso&#8221;: </p>
<p>&#8220;Abbiate fiducia nel progresso, che ha sempre ragione, anche quando ha torto, perché è il movimento, la vita, la lotta, la speranza&#8221; (Filippo Tommaso Marinetti);<br />
&#8220;Senza contrari non c&#8217;è progresso&#8221; (William Blake);<br />
&#8220;Il progresso non è altro che brancolare da un errore all&#8217;altro&#8221; (Henrik Ibsen);<br />
&#8220;C&#8217;è vero progresso solo quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti&#8221;(Henry Ford)<br />
&#8220;Fino a che punto la scienza resterà a servizio dell&#8217;uomo e non gli si rivolterà contro?&#8221; (Giorgio Bocca)</p>
<p>Il progresso occupa, nella nostra cultura, una posizione sempre più centrale: esso si presenta come un idolo da adorare, come un obiettivo nobile cui elevare sacrifici talvolta anche notevoli. Chi non si dimostra dedito al raggiungimento del progresso, viene qualificato come un arretrato, un superato, come un primitivo legato ancora all’età della pietra, al lume di candela.<br />
Certo il progresso non ha una sola dimensione negativa: a fronte di numerosi difetti e costi, esistono altrettanti pregi che ne denotano la positività di fondo. </p>
<p>L’importante è, allora, stimolare una riflessione che permetta di discernere meriti e limiti delle diverse forme di progresso.</p>
<p>E&#8217; comunque fondamentale, per evitare mercificazioni, il famoso (e poco utilizzato in italia) consenso informato, che nel caso delle donazioni samaritane è rappresentato dalla &#8220;Carta per la sicurezza, la qualità e la partecipazione nel percorso donazione-trapianto&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Trapianti d&#8217;organi: opinioni divergenti sulle &#8220;donazioni samaritane&#8221; di claudio bonito</title>
		<link>http://www.ilgiornaledibioetica.com/?p=1442&#038;cpage=1#comment-170</link>
		<dc:creator>claudio bonito</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 May 2010 23:55:17 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilgiornaledibioetica.com/?p=1442#comment-170</guid>
		<description>sono in parte d'accordo con Matteo.
certo  riconosco al fatto  un certo contenuto emotivo,ma in fondo anche donare il sangue è qualcosa di simile. ma il sangue si riforma,un rene no. eppoi di organi donabili samaritamente non ce ne sono  molti. i reni ( sono due e si vive bene anche con uno) e poi? non so come siano  le casistiche, ma credo che al primo posto ci sia la necessità di organi come il cuore, il fegato, i polmoni, ma sono "singoli" e non espiantabili in vita.
sono più spaventato dai progressi della genetica.mi fa paura questo scenario e non riesce a rassicurarmi. consiglio a tutti la visione del film "l'isola" per avere un'idea di un mondo, secondo me non troppo lontano. 
vedo un formidabile commercio di pezzi di ricambi espiantati da cloni creati per l'uso, vedo multinazionali e finanzieri senza scrupoli scatenati alla ricerca della possibilità di brevettare invenzioni genetiche per assicurere ai super ricchi, e ce ne sono tanti, la quasi l'immortalità. In un mercato globale vedo un mercimonio globale, un sistema fatto di cavie e  "donatori" e opulenti magnati  in attesa del "pezzo di ricambio". L'etica sospenderà il giudizio di fronte alla possibilità di guarigione e alla sconfitta delle malattie fino ad allora ritenute inguaribili, ma che tali rimarranno solo per i poveri. e non scandalizziamoci. perchè non è molto diverso, in fondo,  da  quello che succede oggi. chi ha le possibilità economiche sicuramente ha un'aspettativa di vita maggiore. 
e di questo scusate , sono molto spaventato...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sono in parte d&#8217;accordo con Matteo.<br />
certo  riconosco al fatto  un certo contenuto emotivo,ma in fondo anche donare il sangue è qualcosa di simile. ma il sangue si riforma,un rene no. eppoi di organi donabili samaritamente non ce ne sono  molti. i reni ( sono due e si vive bene anche con uno) e poi? non so come siano  le casistiche, ma credo che al primo posto ci sia la necessità di organi come il cuore, il fegato, i polmoni, ma sono &#8220;singoli&#8221; e non espiantabili in vita.<br />
sono più spaventato dai progressi della genetica.mi fa paura questo scenario e non riesce a rassicurarmi. consiglio a tutti la visione del film &#8220;l&#8217;isola&#8221; per avere un&#8217;idea di un mondo, secondo me non troppo lontano.<br />
vedo un formidabile commercio di pezzi di ricambi espiantati da cloni creati per l&#8217;uso, vedo multinazionali e finanzieri senza scrupoli scatenati alla ricerca della possibilità di brevettare invenzioni genetiche per assicurere ai super ricchi, e ce ne sono tanti, la quasi l&#8217;immortalità. In un mercato globale vedo un mercimonio globale, un sistema fatto di cavie e  &#8220;donatori&#8221; e opulenti magnati  in attesa del &#8220;pezzo di ricambio&#8221;. L&#8217;etica sospenderà il giudizio di fronte alla possibilità di guarigione e alla sconfitta delle malattie fino ad allora ritenute inguaribili, ma che tali rimarranno solo per i poveri. e non scandalizziamoci. perchè non è molto diverso, in fondo,  da  quello che succede oggi. chi ha le possibilità economiche sicuramente ha un&#8217;aspettativa di vita maggiore.<br />
e di questo scusate , sono molto spaventato&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Trapianti d&#8217;organi: opinioni divergenti sulle &#8220;donazioni samaritane&#8221; di Matteo Dellanoce</title>
		<link>http://www.ilgiornaledibioetica.com/?p=1442&#038;cpage=1#comment-169</link>
		<dc:creator>Matteo Dellanoce</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 May 2010 14:12:50 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilgiornaledibioetica.com/?p=1442#comment-169</guid>
		<description>Mah! 
Ho sempre l'idea che il buonismo sia il lato viscido della cattiveria.
Non vorrei che questo "simil samaritanismo" non sia il grimaldello per la produzione di soggetti umani "parti di ricambio" per malati!
quando una piccola fessura si apre in un muro, il crollo del medesimo è solo questione di tempo!
Matteo Dellanoce
PS resta un fatto ulteriore! Queste donazioni sono un limite alla ricerca di soluzioni alternative!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mah!<br />
Ho sempre l&#8217;idea che il buonismo sia il lato viscido della cattiveria.<br />
Non vorrei che questo &#8220;simil samaritanismo&#8221; non sia il grimaldello per la produzione di soggetti umani &#8220;parti di ricambio&#8221; per malati!<br />
quando una piccola fessura si apre in un muro, il crollo del medesimo è solo questione di tempo!<br />
Matteo Dellanoce<br />
PS resta un fatto ulteriore! Queste donazioni sono un limite alla ricerca di soluzioni alternative!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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