Archive for aprile, 2009

Pazienti a rischio Alzheimer: chi sono?

domenica, aprile 26th, 2009

alzheimerDella malattia di Alzheimer ancora oggi sappiamo molto poco. Però sappiamo bene che, nel quadro del progressivo invecchiamento della popolazione, la malattia è diventata un problema drammatico, sia per il paziente, sia per i costi sociali. In un breve ma esaustivo articolo pubblicato sul sito della “Dana Foundation” (aprile 2009), Guy McKhann prova a fare il punto della situazione (ricerche ed approcci clinico-terapeutici) in un articolo intitolato “Can Alzheimer’s Researchers Identify At-Risk Patients?”. In particolare, McKhann si pone una domanda: “Come si possono identificare  i pazienti a rischio?”. (continua…)

La diagnosi pre-impianto non difende la mamma in provetta

domenica, aprile 26th, 2009

pgd-pgsLa salute di ogni persona deve essere salvaguardata. Quella di una donna che cerca la maternità deve anche essere tutelata, soprattutto se la gravidanza viene cercata nonostante problemi di fertilità, o elevati rischi di malattie genetiche. La donna che per diverse ragioni ricorre alle tecniche di fecondazione assistita (Fiv/Icsi) dovrebbe essere tra le priorità in materia di tutela della salute. Salvaguardarla non significa pensarla soltanto come possibile madre, aiutandola “a tutti i costi” ad avere un figlio in provetta,  senza badare ai costi, in termini di salute, a fronte dei benefici, ossia la riuscita della gravidanza.
Avere cura della salute della donna che ricorre alla medicina riproduttiva significa piuttosto valutare caso per caso: in base all’età, alla condizione generale di salute fisica e psicologica, considerando gli effetti dei possibili, precedenti tentativi di fecondazione in vitro non riusciti. (continua…)

PAV: “no” alla pillola abortiva anche in caso di stupro

domenica, aprile 26th, 2009

laffitteLa cosidetta “pillola del giorno dopo”, la R486, non va usata nemmeno in caso di stupro. Lo ha riaffermato mons. Jean Laffitte (nella foto), vicepresidente della Pontificia accademia per la Vita (PAV), in un articolo di qualche giorno fa sull’Osservatore Romano. L’intervento di Laffitte ha avuto l’intento di essere un commento alla “Dignitas personae” - l’Istruzione pubblicata lo scorso dicembre dalla PAV- che ribadiva il fermo “no” della Chiesa alla Ru486 anche in caso di violenza sessuale. “Se da una parte la donna, vittima di una terribile aggressione alla sua dignità, ha il diritto di difendersi, anche attraverso l’uso di mezzi che potrebbero impedire l’ovulazione e la fecondazione, occorre d’altra parte ribadire che va difeso anche il diritto alla vita dell’essere umano eventualmente già concepito”, ha scritto il vescovo Laffitte. (continua…)

La scienza corre, i tribunali meno

domenica, aprile 19th, 2009

c_costituzionaleLa recente sentenza delle Corte costituzionale sulla legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita vorrebbe essere il punto d’arrivo di una serie di “corsi e ricorsi” per garantire più gravidanze e meno rischi per la salute della donna. La salvaguardia delle coppie che cercano un figlio e la tutela del nascituro sono le motivazioni addotte dai detrattori della legge 40, gli stessi che hanno applaudito il recente pronunciamento della Consulta, ossia l’abbattimento del limite d’impianto in utero di tre embrioni. Nella cronaca dei fatti, però, va anche detto che la giurisprudenza, rimbalzando di corte in corte, non è stata in grado di tenere lo stesso passo della scienza. (continua…)

Lavoriamo sugli ovociti, garanzia per la salvaguardia della mamma in provetta

giovedì, aprile 9th, 2009

gravidanza1Salvaguardare la donna che cerca la maternità. Questa la tesi dei detrattori della legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita, che hanno applaudito alla recente sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato incostituzionale il limite d’impianto di tre embrioni. Ma la scienza dimostra di aver già anticipato la giurisprudenza in materia di tutela della donna, orientando le sue ricerche alla scoperta di soluzioni che proteggano la madre dai possibili danni conseguenti alla fecondazione assistita (Fiv/Icsi). Insomma, per tutelare e salvaguardare la donna che cerca un figlio, nonostante i problemi di infertilità o i rischi di malformazioni, sarebbero bastate le soluzioni che la scienza della medicina riproduttiva ha già identificato, e che vanno nella direzione dell’originaria legge 40, prima dell’abbattimento del “tetto dei tre embrioni” stabilito dalla sentenza della Cassazione. (continua…)

Alterazioni croniche della coscienza: c’è bisogno di chiarezza

martedì, aprile 7th, 2009

E’ cresciuto, negli ultimi anni, l’interesse per lo stato vegetativo di coscienza, ossia di quel particolare tipo di alterazione cronica della coscienza. Questo fatto è la conseguenza della rilevanza del dibattito pubblico, con inevitabili ricadute politiche intorno alle vicende umane prima di Terry Schiavo negli Stati Uniti, poi di Eluana Englaro in Italia. Il dibattito ha spesso assunto toni eccessivi ed ideologizzati, che non hanno tenuto conto del carico di sofferenza di quei pazienti e delle loro famiglie. Irrinunciabile la necessità, per la nostra società, di ottenere un maggiore supporto assistenziale, sia in centri specializzati, sia sul territorio, nei numerosi casi come quello della Englaro, finito tragicamente. (continua…)

Legge 40: la Consulta toglie il limite dei tre embrioni

giovedì, aprile 2nd, 2009

consulta5b15d-200x150La Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità dell’articolo 14 comma 2 della legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita. D’ora in poi, anche in Italia, sarà possibile produrre anche più di tre embrioni come richiedono i fautori della diagnosi pre-impianto, che mirano a poter disporre di una gran quantità di embrioni, cioè di vite umane, tra cui scegliere (selezionare?) il più adatto all’impianto. “Così non va, né per il bene degli embrioni, né per il bene della donna”, ha dichiarato monsignor Elio Sgreccia, già presidente della Pontificia Accademia per la Vita, alla notizia della parziale bocciatura alla legge 40 da parte della Corte. Insomma, durante la diagnosi pre-impianto verranno prodotti più embrioni al fine di scegliere il “miglior candidato” per l’impianto in utero,  senza porsi il problema di quelli non utilizzati. (continua…)

L’alternativa «censurata»? Studia gli ovociti

giovedì, aprile 2nd, 2009

Esiste un’alternativa alla selezione degli embrioni nella diagnosi pre-impianto. Si tratta della biopsia del globulo polare dell’ovocita (Pbd), un metodo diagnostico pre­concepimento in grado di analizzare il patrimonio genetico che la madre trasmetterà all’embrione. Con questa tecnica, assolutamente non invasiva, non soltanto si riesce ad individuare eventuali alterazioni nel corredo genetico dell’ovocita, ma si garantisce anche l’integrità dell’embrione. Lo documenta l’ampia ricerca pubblicata su Reproductive BioMedicine Online (2009), relativa ad uno studio dell’Università di Bonn sulle ‘valide alternative alla biopsia dei blastomeri’ (primi stadi dell’embrione). La scienza, da tempo, sta cercando soluzioni alternative alla selezione embrionale pre-impianto, ma il sorprendente silenzio della grande stampa italiana impedisce di conoscere l’esistenza di altre motodiche rispetto alla diagnosi pre-impianto. Va ricordato che proprio la legge 40, relativa alla procreazione assistita – tanto attaccata dai suoi detrattori – dedica un capitolo allo studio dei gameti (ovuli e spermatozoi). Studi per i quali, come evidenzia l’ultima Relazione annuale al Parlamento presentata dal ministero del Welfare, un grande slancio è venuto proprio dalla legge 40. Essendo la scienza più allineata con i cardini della legge 40 di quanto non si immagini, l’indagine genetica sugli ovociti non solo è ampiamente in corso, ma sta anche dando i primi incoraggianti risultati. Lasciando la parola proprio alla scienza, i ricercatori di Bonn non hanno dubbi: «Le analisi dell’ovocita arrivano a predire molto bene le aberrazioni numeriche (aneuploidia) dei cromosomi (più del 90% sono di origine materna), le traslocazioni cromosomiche (degenerazioni strutturali), le malattie monogenetiche, e contribuiscono ad incrementare i tassi di successo della fecondazione assistita». Il gruppo del Dipartimento di Endocrinologia ginecologica e di Medicina riproduttiva, autore dello studio, sottolinea che «essendo la Pbd un’analisi antecedente al completamento della fecondazione, può essere una valida alternativa alla biopsia dei blastomeri, in quanto l’integrità dell’embrione resta inalterata». E ancora: «Nel caso di malattie monogenetiche, la tecnica evita gravidanze o nascite di bambini affetti da gravi disturbi». Va detto, soprattutto alle coppie che rischiano fortemente di trasmettere ai figli malattie genetiche, che «la Pbd riesce ad individuare cellule con alterazioni genetiche cromosomali così rilevanti da causare malformazioni embrio-fetali, o da provocare l’aborto spontaneo in utero successivo all’impianto dell’embrione». La frequenza di alterazioni cromosomiche negli ovociti, ricordiamolo, dipende anche dall’età: salgono a 70% gli ovociti alterati (aneuploidi) nelle donne di 40 anni.
I ricercatori di Bonn continuano nella loro ricerca: «La Pbd aiuta ad identificare quali sono gli ovociti normali, o dotati di una traslocazione equilibrata, cioè di una corretta struttura, e permette di dire quali hanno la massima probabilità di generare gravidanze sane». E ancora: «Individuare gli ovociti normali contribuisce ad un maggiore tasso di nascite, riduce gli aborti e migliora il tasso di successo delle procedure di fecondazione assistita». La Pbd, si legge nello studio, «è particolarmente efficace per le donne a rischio di variazioni nel patrimonio genetico, per quelle che cercano una gravidanza in età avanzata, e nei casi di fecondazione assistita ripetutamente falliti, o dopo un certo numero di aborti spontanei». Se una parte della stampa lo tace, poi, i ricercatori europei lo affermano senza possibilità d’equivoco: «La rimozione di due blastomeri, necessari per fare diagnosi pre-impianto, può causare una significativa riduzione delle potenzialità d’impianto dell’embrione in utero, poiché la rimozione, proprio di quella sequenza di cellule con materiale genetico (ossia dei due blastomeri), può avere conseguenze negative sullo sviluppo del possibile embrione, quindi del feto». Ascoltata la voce della scienza, si vuole ancora affermare che la diagnosi pre­impianto è infallibile, sicura e assolutamente predittiva?

Luisella Giovanna Daziano

(pubblicato su E’Vita-Avvenire il 2-04-2009)

Giudici non accolgono richiesta dei genitori: staccata la spina al figlio di nove mesi

giovedì, aprile 2nd, 2009

Londra - Un caso d’interruzione delle terapie ha provocato, qualche giorno fa, la morte di un bambino di nove mesi. Il caso è finito nelle aule del tribunale e ha suscitato scalpore, disaccordi, interrogativi. La notizia è stata subito data dalle testate britanniche BBC e dal Daily Mail. Stiamo parlando della vicenda di un bimbo dal nome di fantasia “Baby Ot”, figlio di genitori musulmani originari dell’Afghanistan, affetto da una rara malattia metabolica che gli aveva causato gravi danni cerebrali ed insufficienza respiratoria. Il bambino ha avuto il sostegno terapeutico fino a quando i medici hanno deciso che non era più necessario proseguire con le terapie: così il bimbo è morto. Dieci giorni prima della morte del bambino, i genitori avevano chiesto all’Alta corte d’impedire all’ospedale nel quale Baby Ot era ricoverato di staccare la spina. (continua…)

Bioetica e stampa a confronto: Fisichella incontra Annunziata

giovedì, aprile 2nd, 2009

fisichellaNegli ultimi anni, dalla legge 40 al caso Englaro fino al Testamento biologico, le questioni “eticamente sensibili” si sono spesso susseguite sulle pagine della grande stampa. Come hanno fatto i giornalisti dei quotidiani ad affrontare temi così delicati e che richiedono una particolare preparazione? Ne parleranno domani, all’interno di un dibattito, organizzato dall’Unione cattolica della Stampa Italiana (Ucsi) del Lazio, monsignor Rino Fisichella (nella foto), presidente della Pontificia Accademia per la Vita e rettore dell’Università Lateranense, e la giornalista Lucia Annunziata. Il dibattito sarà preceduto dalla presentazione, in esclusiva, di un’indagine su informazione e bioetica condotta dagli studenti dell’Università Lumsa di Roma. All’incontro sono previsti anche gli interventi di Franco Siddi, segretario generale Fnsi, Andrea Melodia, presidente Ucsi, Roberto Natale, presidente Fnsi, Vania De Luca, presidente Ucsi Lazio. L’appuntamento è alle ore 10 nella sede Fnsi in Corso Vittorio Emanuele 349 a Roma.