A chi (non) piace la Binetti. Un’analisi a tutto campo sui temi della vita e della famiglia
martedì, dicembre 15th, 2009
D. Onorevole Paola Binetti (nella foto), che cosa risponde quando le chiedono se è una cattolica integralista?
R. “Ma quale cattolica integralista. Semmai cattolica integrale. Ogni giorno, ed in ogni aspetto della mia vita, cerco di essere coerente con la visione e con l’anima cristiana che ho dentro”.
D. Onorevole, si può davvero affermare che la pillola abortiva sia un problema di tutela e di civiltà, quindi di tutela della civiltà?
R. “Sono stata in Spagna appena poco tempo fa. Lì, se non hai 18 anni, non puoi comprare un pacchetto di sigarette ma puoi prendere la RU486. Certo, mi domando se una sigaretta fa più danno di un farmaco per l’aborto Posto che in Italia la donna ha il diritto di scegliere se portare avanti una gravidanza o meno, si deve capire se la RU486 sia davvero la cosa migliore per una donna che decide di abortire. Tanto si è parlato di questo farmaco e tanto male si è fatto. Però non è stato detto, ad esempio, che il rischio più grande legato all’assunzione della pillola è che la donna abortisca in solitudine, fra le mura di casa, senza un supporto medico, né psicologico. Per questo motivo oggi, dalle strade al Parlamento, si combatte affinché si abbia la piena attuazione della Legge 194 sull’uso della RU486, garantendo alla donna un ricovero ospedaliero per tutta la durata dell’azione del farmaco, in modo che la paziente sia monitorata 24 ore su 24”. (continua…)
Stato vegetativo o stati di minima coscienza? La diagnosi non è semplice, anzi, spesso è incerta. Nel 40% dei casi è persino errata. Non è un’affermazione azzardata, o lanciata tanto per provocare: lo dice espressamente la letteratura scientifica internazionale. Veramente la comunità scientifica lo sta dicendo dal 1993, ma sembra che molti non abbiano prestato ascolto, soprattutto quando, con tanta presuntuosa certezza, si parlava – spesso senza proprietà di linguaggio - dello stato vegetativo di Eluana Englaro. Persino la sentenza della Cassazione – come abbiamo più volte fatto notare scrivendo della vicenda Englaro - è arrivata senza aver considerato la migliore bibliografia internazionale sulle più recenti e fondamentali scoperte sulle patologie della coscienza.
“I neuroni specchio saranno per la psicologia ciò che il DNA è stato per la biologia”. Questa l’affermazione di Ramachandran, un famoso ed illustre neuroscienziato e neurologo indiano, che vive e lavora negli Stati Uniti. A parte le discordanze di opinione che la stampa, pare, si diletta a riportare sul significato di questa importante scoperta (per esempio, si tentano di spiegare con i “neuroni specchio”, caratteristiche quali, l’empatia, il rimpianto, ecc., generando critiche da parte di alcuni filosofi), ci troviamo senza dubbio di fronte a qualche cosa di veramente straordinario.
Vedere il corpo come rete di informazioni emozionali, analizzare i rapporti tra psiche, sistema nervoso, sistema endocrino e sistema immunitario. E’ questa la recente sfida della scienza, che lancia una nuova branca di studi denominata Psiconeuroendocrinoimmunologia, per comodità “Pnei”.