Buttiglione: “Alle nuove generezioni dico che l’amore è il senso della vita”
Domanda: Onorevole Buttiglione (nella foto), parliamo dell’Europa. La mancata nomina di Mario Mauri a presidente del Parlamento Europeo fa tramontare definitivamente l’idea, per il nostro Continente, di avere fra le sue identità anche quella cristiana?
Risposta: Non credo. Io sono un grande amico di Mario Mauri, ma anche di Jerzy Karol Buzek. Buzek è uno che ha fatto Solidarnosc. E’ uno che crede fortemente nelle radici cristiane. Ed è stato a lungo il Presidente del Consiglio che ha portato la Polonia nella Nato. La nomina di Buzek a presidente del Parlamento di Strasburgo è quindi una garanzia. E questo con tutto l’affetto per Mario che è un eccellente uomo politico.
D. Eppure alcune lobby laiciste e gli euro-giuristi dell’UE vorrebbero eliminare i crocefissi e in Iraq, come in Egitto, le comunità cristiane vengono perseguitate nella più generale indifferenza dell’Occidente e delle istituzioni europee.
R. Sì, questo è vero, e provo vergogna per questa indifferenza causata dal fatto che molti di noi odiano l’Europa. Odiando l’Europa detestano proprio l’identità culturale e religiosa europea. C’è chi sostiene che non bisogna avere identità, e che davanti a queste forme odiose di violenza non si debba neppure prendere posizione. Anzi, alla richiesta di intervento si tende a rispondere che “non vale la pena”, come a dire “Non vale la pena morire per i cristiani coopti, o morire per i cristiani perseguitati in Iraq”.D. Onorevole, che cosa pensa del preoccupante calo demografico, un vero e proprio “inverno demografico” che coinvolge ormai la gran parte dei paesi mondiali, e soprattutto la nostra Europa ? Secondo Lei, l’UE dovrebbe dare vita ad una Agenzia per la natalità ?
R. Non credo che il problema del cosiddetto “inverno demografico” possa risolversi, almeno per il momento, solo attraverso la creazione di una agenzia ad hoc. Il problema che i demografi chiamano della “piramide rovesciata” è prima di tutto culturale. Ricordo che, per quanto riguarda il nostro paese, nel 1960 il Club di Roma ripeteva che sulla terra eravamo troppi e che bisognava fare di tutto per diminuire il numero dei suoi abitanti. Che cosa ha portato quella mentalità? Ha portato all’ “inverno demografico” non solo per Italia ma, penso, anche per la Russia o la Cina.
R. Solo un problema culturale, allora ?
D. No, anche educativo. Ci hanno insegnato che non vale la pena di innamorarsi, di legarsi per la vita, di avere dei figli e che l’essere donna è un fatto culturale non biologico. E’venuta meno insomma l’immagine del grande amore, quello che dura tutta la vita. La nostra società dice alle giovani coppie, e prima alle bambine, che non vale la pena diventare donne, che non vale la pena avere dei figli. I giovani vanno a letto l’uno con l’altro prima ancora di essere diventati amici. Chi insegna oggi ai giovani come si guarda una donna? L’amore è il senso della vita e noi stiamo privando i giovani dell’esperienza più importante che è proprio quella dell’innamoramento.
D. Presidente, cambiando tema, come sta andando la sua moratoria contro l’aborto?
R. Bene. Procediamo. Sappiamo che è sarà una battaglia lunga, ma come sempre non ci spaventiamo.
D. Lo ammetta, la sua è stata una iniziativa spiazzante per i nostalgici della lotta all’aborto ad oltranza, e per le femministe dell’autodeterminazione.
R. Sì. E’ vero. Sono partito dall’assunto che mentre noi qui in Occidente ci siamo divisi nella lotta di chi si professa a favore della vita, e chi a favore della libertà di scelta della donna, in gran parte del mondo l’aborto diventava obbligatorio. E allora ho detto “perché non ci mettiamo insieme”? Quelli che sono per la vita e quelli che sono per la libertà della scelta. Siamo così riusciti ad approvare questa mozione con molti astenuti, ma pochissimi voti contro. Ovviamente sto cercando adesso di ottenere che altri Parlamenti approvino mozioni simili, e spero che anche il Consiglio d’Europa approvi questa mozione, e che si formi un certo numero di paesi per andare all’ONU.
D. E all’ONU, come sta andando?
R. Là dobbiamo sperare di portare con noi la maggioranza dei Paesi rappresentati.
D. La sua moratoria ci porta a parlare di famiglia. Ma quale, quella naturale o quella mutante?
R. La Costituzione italiana dice che la famiglia è una società naturale fondata sul matrimonio. Questa è, per me, la famiglia. Un’istituzione sociale con una funzione ben precisa. Generare i figli, poi educarli ed accompagnarli fino alla loro maturità. La famiglia come istituzione nasce certamente attorno alla donna.
D. E le cosiddette famiglie omoparentali ?
R. Prendiamo ad esempio una famiglia omoparentale composta da un maschio e da un altro maschio. Generano figli? No, non possono generare figli.
D. Insomma, nessuna madre, niente famiglia?
R. Certamente no. Consideriamo anche altre forme di unione. C’è gente, ad esempio, che si ama da vent’anni, e che ugualmente cresce i propri figli Anche in quel caso dobbiamo dare protezione quando l’unione svolge la propria funzione sociale.
D. Ru486: anche lei come la Roccella condannerebbe l’Aifa, a prescindere?
R. Io sono un grande amico ed estimatore del sottosegretario Roccella, però in questo caso, forse, non c’è stata una assunzione di responsabilità diretta. Per me non era un problema da affidare ai tecnici, ma al giudizio politico. Forse, in questo caso, il Parlamento poteva fare qualcosa di più invece di affidare tutte le responsabilità all’Aifa.
D. Testamento biologico: pensa che si debba modificare il testo così com’è uscito dal Senato?
R. Sì. Il testo in sé non è cattivo, ma può essere modificato e migliorato. Al riguardo ho preparato degli emendamenti, e spero che siano approvati. Secondo me bisogna dire con chiarezza “No all’eutanasia”, ed anche che “Il paziente ha diritto alla protezione dal dolore”.
Elena Pugacheva e Antonello Cavallotto
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